"Yo soy contento de esperar que ría el alba, aunque yo llore lo que ella tardare en venir"
Don Quixote de la Mancha

venerdì 20 aprile 2018

Cervelli in fuga

Solo dopo che il tuo cuore ha messo radici, capisci perché li chiamino cervelli in fuga. Il cervello è facile farlo viaggiare, farlo lavorare, traslocarlo, accetta di fare nuove amicizie, di veder partire quelli con cui hai condiviso tutto, anche se per poco tempo, manda giù compromessi e nostalgie.
Il cuore no.
Ho lasciato pezzi di cuore in tanti paesi.
Gli occhi son diventati lucidi tante volte.
E ho un peso di piombo sullo stomaco quando non posso essere al momento giusto dove vorrei.
Il cervello ha fatto la scelta.
Poi il cuore ha messo radici e adesso sa dov'è la sua casa.

lunedì 16 aprile 2018

Sala d'attesa

I bambini non fanno conversazione.

Raccontano (non tutto).

Rispondono (male quando non hanno voglia).

Urlano.

Cantano.

Scherzano.

Si lamentano.

Inventano.

O si annoiano.

Quando abbiamo imparato a riempire la noia di “che tempo” e “a casa tutti bene”?

venerdì 13 aprile 2018

Generazioni

La mia collega non ha neanche 10 anni meno di me. Ha detto "sai perché i miei non avevano il cellulare quando ero piccola". Non glielo detto che noi si telefonava ai nonni una volta a settimana. Dal fisso. Dei vicini di sotto.

mercoledì 11 aprile 2018

Shock di culture

Forse non ho seguito bene tutta la storia, ma per quello che ho capito io, negli Stati Uniti hanno convocato il pdg di un media che ha influenzato le elezioni politiche americane perché la gente non ha verificato le notizie che circolavano sul detto media. Neanche l’avesse usato per farsi eleggere presidente (del consiglio).



Si lo so che c’è stato un furto di dati personali in mezzo, ma sono i dati personali che mettiamo su fb, diciamo che mi sembrava di averglieli già regalati.

lunedì 9 aprile 2018

Pareti verdi

Casa mia era bellissima. Non era dei miei, erano in affitto, ma all’epoca non cambiava niente per me (a parte il fatto che una volta ogni due mesi c’era questo viaggio che mi sembrava infinito, per andare a pagare il padrone di casa che viveva in campagna e poi ci regalava la gallina morta che mia nonna finiva di spellare in cucina con il gas prima di metterla nel forno): era casa mia ed era bellissima. C’era il salone, dove babbo stava seduto al tavolo di vetro a studiare, con i muri verdi e il divano vecchissimo che faceva divano letto. La tele era in cucina e per guardarla si stava seduti a tavola o sulle sdraio, erano due o tre, quelle da mare. E il cucinino con il camino, che non era mai acceso e ogni tanto ci cadeva giù un nido con un uccellino (che poi tentavamo di nutrire fino a quando non imparava a volare). C’erano le mattonnelle a fiori, diverse in ogni stanza, ce n’era una scheggiata, in corridoio mi pare, il corridoio larghissimo e lunghissimo (i re magi ci mettevano dalla vigilia all’epifania per attraversarlo) e la tenda in fondo per il rispostiglio. C’era la botola per andare in soffita con la scala a pioli che faceva paura, tranne quando l’hanno usata i pompieri per salire sul tetto e spegnere l’incendio del camino dei vicini di sotto, e io non avevo paura, ero a casa mia.

venerdì 6 aprile 2018

Eternità

Sai, ci sono persone che credono che i morti vanno in cielo, altre che non vanno da nessuna parte, altre ancora che pensano che si possa tornare in vita sotto un'altra forma.
Si va bene, ma tu non puoi guardare su internet?
La risposta " non lo so, dopo guardiamo su internet" sarà usata con più moderazione d'ora in poi.

mercoledì 4 aprile 2018

Pasquetta

Oggi abbiamo saltato il lunedì.
❤ 4 anni

lunedì 2 aprile 2018

Primavera

Canti "c'est ma maison", hai preso una piccola scopa, aiuti gli adulti a spazzare i pavimenti, i volontari a mettere a posto i pacchi offerti per la colazione. È la tua casa stamattina, ma la palestra deve essere a posto per le attività della giornata, i materassi su cui avete dormito, impilati in un angolo, che la gente per bene non trovi niente da ridire. Oggi è la tua casa, domani sarai già in un'altra palestra, aperta in urgenza perché il termometro è sotto zero. Ma non so se hai cantato, troppa gente, troppo lontano da scuola. E poi, un albergo, ancora l'urgenza, ma almeno sei con la tua mamma e il tuo papà, le tue sorelle e non ti buttano fuori la mattina. Forse sei tornata a cantare, ma l'inverno sta per finire e l'urgenza pure, a primavera puoi tornare a dormire per strada dove hai già passato tanti giorni, prima di cominciare a cantare.

venerdì 30 marzo 2018

Buona Pasqua

Gesù è morto, però un giorno torna, e quando torna? e gli altri morti però non tornano... è strana questa storia.
♥ 6 anni

giovedì 29 marzo 2018

E non è passato neanche un giorno

Solo dopo ho capito che no, non pensava a te. Non so se si ricorderà, era piccolo. Se mi chiedeva se il mio papà era morto quando ero bébé, come dice lui, non è perché abbiamo parlato di te, è perché il suo amichetto deve ripeterlo spesso che la sua mamma è morta quando era bèbè. E tu provi a non cambiare espressione quando incroci il papà che viene a prenderlo tutti i giorni alla scuola materna. Mi hanno chiesto se avevi figli, ho risposto che no, non ti conoscevano, si consolano così. Non si risponde: avrebbe tanto voluto averne, sarebbe stato un papà meraviglioso. Non si abbracciano papà sconosciuti fuori dalla scuola.